UN PROGETTO DI ALFREDO ACCATINO

Attenzione! Queste pagine non contengono opere di Modigliani, Picasso o di uno degli altri 50 straordinari autori, sempre e solo loro, che danno il titolo a mostre-evento. L’arte è qualcosa di più complesso della semplice divulgazione di massa che, nel tempo, ha trasformato gli artisti in prodotti, facili da comprendere e da consumare.
Non esisterebbero le avanguardie storiche senza maestri sconosciuti alla massa (ma certo non a musei e collezionisti). E non si sarebbe formata una cultura del ‘900 senza l’apporto di fotografi, designer, scenografi, illustratori, progettisti, costumisti, visualizer, che in queste pagine vogliamo riproporre. Perché, se non avessero operato maestri come Malevic, Exter, Scheiber, Itten, De La Fresnaye, Jawlesky, Rietveld, Schad, Dexel, o personaggi trasversali e imprevedibili come Galantara, Codognato, Seltenhammer, Vertes, Copi, Topor (chissà quanti di voi li conoscono?), o autori italiani come Chiattone, Wildt, Cagnaccio di San Pietro, Thayaht, Donghi, Melli, Crippa, Gnoli, Pascali, non sarebbe proprio esistita l’arte contemporanea. E forse, non saremmo esistiti neanche noi.

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sabato 12 agosto 2017

DALI & PLAYBOY. KITSCH PARADE.

Salvador Dali è un grande talento sempre al limite del kitsch. Così tanto al limite che sono a volte le sue foto di backstage  e i servizi fotografici sulla sua vita veri capolavori d'arte performativa. 
Questo è quello che successe anche nel 1973 quando Playboy chiese a Salvador Dalì di collaborare con il fotografo di nudo Pompeo Posar. Dalì ebbe carta bianca, sin dalla scelta delle modelle (tutte simili ad Amanda Lear) e come sempre il dietro le quinte è migliore del risultato finale. 
Bellissima la dichiarazione finale del Vate: Il significato del mio lavoro sta nella mia motivazione, che è tra le più pure — il denaro. Quello che ho fatto per Playboy è molto buono e la vostra paga è adeguata al compito".



Non era la prima volta che Dalì lavorava per il mercato. Lo ha sempre fatto, per il migliore offerente. 




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