Un progetto di Alfredo Accatino

Attenzione! Queste pagine non contengono opere di Modigliani, Picasso o di uno degli altri 50 straordinari autori, sempre e solo loro, che danno il titolo a mostre-evento. L’arte è qualcosa di più complesso della semplice divulgazione di massa che, nel tempo, ha finito per trasformare gli artisti in prodotti, che devono essere facili da comprendere e da consumare.
Non esisterebbero le avanguardie storiche senza maestri sconosciuti alla massa (ma certo non a musei e collezionisti). E non si sarebbe formata una cultura del ‘900 senza l’apporto di fotografi, designer, scenografi, illustratori, progettisti, costumisti, visualizer, che in queste pagine vogliamo riproporre. Perché, se non avessero operato maestri come Malevic, Exter, Scheiber, Itten, De La Fresnaye, Jawlesky, Rietveld, Schad, Dexel, Brauner, o personaggi trasversali e imprevedibili come Galantara, Codognato, Seltenhammer, Vertes, Copi, Topor (chissà quanti di voi li conoscono?), o autori italiani come Chiattone, Wildt, Cagnaccio di San Pietro, Thayaht, Donghi, Melli, Crippa, Gnoli, Pascali, non sarebbe proprio esistita l’arte contemporanea. E forse, non saremmo esistiti neanche noi.

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martedì 11 aprile 2017

LA STRANA COPPIA: SANTA RITA DA CASCIA E YVES KLEIN

Questa è una storia che ho trovato in rete, che poi ho scritto accostando frammenti testuali, di cui ho perso traccia. E’ la storia della liaison spirituale, ma che dico, vocazione totale, tra un artista concettuale francese morto troppo presto e una santa antica.
Perché tra gli ex voto a Santa Rita ce n’è uno che porta la firma dell’artista francese Yves Klein, precursore della Body Art e inventore del blu che ha il suo nome, l’International Klein Blue (IKB).
L’omaggio alla santa dei casi impossibili si chiama “Monocromo blu senza titolo” (1958) e qui lo vedete custodito entro le mura del convento dalle monache agostiniane.

 

La storia dell’ex voto risale al 15 settembre del 1958, quando il pittore giunge al Santuario di Cascia. È uno dei pellegrinaggi accertati che l’artista ha compiuto nel borgo umbro. Una seconda visita, fatta in compagnia della futura moglie, avviene nel febbraio 1961. Anche in questa occasione Klein non manca di offrire i suoi omaggi alla santa, portando con sé un altro ex voto. Si tratta di una scatola di plexiglass (1961) con pigmenti di colore oro, rosa e azzurro contenente un cartiglio arrotolato scritto di suo pugno con la testimonianza della devozione alla santa di Cascia, a cui dichiara di dedicare tutta la sua attività artistica.

Non gli portò molto bene. Klein morì a Parigi di infarto nel 1962, a soli 34 anni, poco prima della nascita del figlio.


Scrive il critico e biografo di Klein, Pierre Restany: «La devozione di Yves Klein al culto di Santa Rita mi era ben nota: egli vi era stato iniziato da sua zia, Rosa Raymond Gasperini. Egli mi aveva messo al corrente dei suoi precedenti pellegrinaggi a Cascia: vi si era recato due volte prima del 1961 per pregare la Santa delle cause disperate e supplicarla di aiutarlo nei momenti importanti e critici della sua carriera».

Yves Klein Ex-voto per Santa Rita da Cascia. 1961, febb. Y.K. (ecco il testo:)
Il BLU, l’ORO, il ROSA, l’IMMATERIALE, il VUOTO, l’architettura dell’aria, l’urbanistica dell’aria, la climatizzazione di grandi spazi geografici per un ritorno a una vita umana nella natura allo stato Edenico della leggenda. I tre lingotti d’oro fino sono il prodotto della vendita delle prime quattro ZONE DI SENSIBILITA’ PITTORICA IMMATERIALE.
Santa Rita da Cascia, io ti chiedo di intercedere presso Dio Padre Onnipotente perché mi accordi sempre in nome del Figlio Gesù Cristo e in nome dello Spirito Santo e della Santa Vergine Maria, la grazia di animare le mie opere perché esse divengano sempre più belle e inoltre la grazia che io scopra continuamente e regolarmente sempre nuove cose nell’arte ogni volta più belle, anche se purtroppo non sono degno di essere un utensile per costruire e creare della Grande Bellezza. Che tutto ciò che viene da me sia Bello. Così sia.
Il teatro del Vuoto – tutte le variazioni particolari ai margini della mia opera – le Cosmogonie – il mio cielo Blu – tutte le mie teorie in
generale. Che i miei nemici diventino miei amici e, se ciò è impossibile, che tutto ciò che essi potrebbero tentare di fare contro di me non vada mai a compimento e che io non ne sia mai colpito. Rendi me ed ogni mia opera completamente invulnerabili. Così sia.
Sotto la protezione terrestre di Santa Rita da Cascia: la sensibilità pittorica, i monocromi, gli IKB, le sculture-spugna, l’immateriale, le impronte antropometriche statiche, positive, negative e in movimento, i sudari. Le Fontane di Fuoco, d’acqua e di Fuoco, l’architettura dell’aria, l’urbanistica dell’aria, la climatizzazione degli spazi geografici trasformati così in Eden permanenti ritrovati alla superficie del nostro globo, il Vuoto.
Che tutte le mie opere di Gelsenkirchen siano sempre più belle e che sempre più siano riconosciute come tali, e il più presto possibile. Che le Fontane di Fuoco e muri di Fuoco possano essere da me eseguiti sulla piazza dell’Opera a Gelsenkirchen al più presto.
Che la mia mostra di Krefled sia il più gran successo del secolo e che tutti lo riconoscano. A Dio Padre Onnipotente, in nome del Figlio Gesù Cristo, in nome dello Spirito Santo e della Santa Vergine Maria. Per mezzo di Santa Rita da Cascia, sotto la sua cura e protezione, con tutta la mia infinita riconoscenza. Grazie. Y.K.
Santa Rita da Cascia, Santa dei casi impossibili e disperati, grazie di tutto l’aiuto così grande, decisivo e meraviglioso che mi hai dato finora. Infinitamente grazie. Anche se non ne sono personalmente degno, aiutami ancora e sempre e nella mia arte
e proteggi tutto ciò che ho creato.

Amen.

P.S.

Una parte dell'oro avanzato dalla vendita del periodo "Zone di Sensibilità Pittorica Immateriale", e non disperso nella Senna, fu inserito nell’Ex voto, donato a Santa Rita da Cascia nel febbraio 1961 e venuto alla luce solo nel 1979, grazie all'intuito dello scultore Armando Marrocco. A quel tempo lavorava alle vetrate del Santuario e aveva richiesto alle suore del monastero dell'oro in foglie. Le suore ignoravano la natura di quello strano contenitore. Marrocco convocò prontamente a Cascia l'amico Pierre Restany che riconobbe ufficialmente l'opera di Klein, conferendole grande valore spirituale, oltreché artistico.



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