UN PROGETTO DI ALFREDO ACCATINO

Attenzione! Queste pagine non contengono opere di Modigliani, Picasso o di uno degli altri 50 straordinari autori, sempre e solo loro, che danno il titolo a mostre-evento. L’arte è qualcosa di più complesso della semplice divulgazione di massa che, nel tempo, ha trasformato gli artisti in prodotti, facili da comprendere e da consumare.
Non esisterebbero le avanguardie storiche senza maestri sconosciuti alla massa (ma certo non a musei e collezionisti). E non si sarebbe formata una cultura del ‘900 senza l’apporto di fotografi, designer, scenografi, illustratori, progettisti, costumisti, visualizer, che in queste pagine vogliamo riproporre. Perché, se non avessero operato maestri come Malevic, Exter, Scheiber, Itten, De La Fresnaye, Jawlesky, Rietveld, Schad, Dexel, o personaggi trasversali e imprevedibili come Galantara, Codognato, Seltenhammer, Vertes, Copi, Topor (chissà quanti di voi li conoscono?), o autori italiani come Chiattone, Wildt, Cagnaccio di San Pietro, Thayaht, Donghi, Melli, Crippa, Gnoli, Pascali, non sarebbe proprio esistita l’arte contemporanea. E forse, non saremmo esistiti neanche noi.

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martedì 18 aprile 2017

CONCETTA SCARAVAGLIONE. LA CALABRESE PIU’ FAMOSA D’AMERICA, CHE I CALABRESI NON CONOSCONO.

Oggi, 18 aprile, anno domini 2017 certifico, senza ombra di dubbio, che non esiste una sola pagina in italiano dedicata alla “regina della pietra” Concetta Scaravaglione. Neanche dalla Calabria, da dove giunse nella pancia della mamma a Ellis Island, con la famiglia dalla provincia di Cosenza (probabilmente da Morano Calabro, altri fonti indicano Spezzano della Sila). Cosa che di fatto la renderebbe l’artista più famosa della regione di sempre, e una delle maggiori in assoluto. Un artista di successo, ma solo per gli Stati Uniti, il che non è poi una cosa da poco...





Nata a New York nel 1900 da una famiglia di povera gente, rimane ben presto orfana del padre insieme ad altri 8 fratelli ed è costretta a rimboccarsi le maniche.
In una sua biografia scrive che il lavoro e la fatica sono sempre stati parte della storia della sua famiglia. "Ci sono sempre stati degli Scaravaglione che hanno lavorato con le loro mani. Fin dall'infanzia creare è stato per me il divertimento più grande. Quando ero giovane costruivo scaffali, tavolini e persino delle sedie per le bambole e, cosa di cui ero molto fiera, un carretto espresso su cui correvo su e giù per i marciapiedi affollati di Little Italy”. Con queste parole Concetta Scaravaglione ricordava la sua infanzia fatta di un continuo movimento e di grande frenesia. "Nel quartiere dove sono nata le strade brulicavano di vita. Nessuno si annoiava. Non riesco a ricordare un secondo della mia vita nel quale non fossi in fermento...".

1930


Concetta, insomma, si innamora della creatività, torna da scuola che frequenta nel Lower East Side di Manhattan, incoraggiata dalla sua insegnante, e dice ai suoi che vuole studiare arte, provocando stupore e scompiglio. Sono emigranti e anche in alta società, metti pure a Madison Avenue, una donna artista non sarebbe stata vista di buon occhio.
Le viene però in soccorso uno zio anticonformista che la supporta e la aiuta economicamente a compiere i primi passi. "Se fossi nata in Italia - dice Concetta - non sarei mai diventata scultrice. Le opportunità offertemi dalle scuole americane -gratuite- non le avrei certo incontrate in un paese in Calabria". Si iscrive alla Art Students League, dopo che la National Academy of Design aveva eliminato la classe speciale di scultura per ragazze, ma anche qui è l’unica donna.
La famiglia ingozza, ma rimarrà da allora sempre distante, cosa che la farà molto soffrire, come scrive più volte ai suoi fratelli. Ma non lascerà mai le sue radici, continuando ad aiutare i parenti rimasti in Calabria, mandando soldi e pacchi alimentari, divenendo una delle tante "zie d'America".

Ha un carattere solare, entusiasta, che la fa sentire sempre una privilegiata, anche quando vincerà a 35 anni la Widener Gold Medal alla Pennsylvania Academy of Art and Letters
A 45 anni ottiene una borsa dall'American Academy of Arts and Letters e due anni dopo il Prix de Rome dell'American Accademy in Rome. Sempre la prima donna ad aggiudicarsi premi così importanti, esclusivio dominio dei maschi.

Da un punto di vista artistico è una modernista, che parte ed evolve lo stile liberty di matrice yankee per adeguarsi alla nuova architettura. Ai grattacieli, dove ancora trovano spazio fontane, monumenti e bassorilievi. Una scultura compatta, fisica, che diventa stile americano. Non a caso espone al Rockfeller Center che proprio quell'arte e quello stile impone nel mondo.
Un'arte, sicuramente, "maschia".
E in effetti doveva avere un grande fibra quella donna, perché appare minuta nelle foto anche di età matura, e sceglie, invece, di plasmare la più dura delle materie, dove il pennello è sostituito dalla mazzetta e occorre vera forza fisica e lavori in una nube di polvere e sedimenti.



L'italiana, come viene chiamata, grazie alla borsa di studio riesce anche a tornare in Italia, e lavorare a Roma (1948). Ha già iniziato a insegnare, e dal 1941 al 1945, aveva tenuto un suo corso al Sarah Lawrence University mentre, a partire dal 1952 inizia la sua collaborazione con il Vasar College (a private, coeducational, liberal arts college in the town of Poughkeepsie, New York, founded in 1861), dove rimarrà per 16 anni.

Nonostante le soddisfazioni da docente, Concetta Scaravaglione rimase sempre e soprattutto un'artista. Le sue opere sono ampiamente rappresentate nei musei e nelle collezioni americane e la sua scultura è presente, insieme a quelle di altri artisti italiani, nel Triangolo Federale a Washington. 
Dalle foto assomiglia a Tina Pica, cosa che me la rende ancora più simpatica. 
Il suo cognome appare impronunciabile, molti dei suoi parenti lo cambiano per americanazzarlo in Scarvalone. Lei no. Tosta e testarda.
Muore nel 1975.





 
Stefan Hirsch, American 1899-1934 Portrait of Concetta Scaravaglione, 1927

Concetta Scaravaglione, American sculptor, 1900-1975.jpg 


 

21 commenti:

  1. grazie. un contributo importante e un post bellissimo.
    massimo scafidi

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  2. Splendido. Grazie per aver rivelato questa storia così sconosciuta.

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  3. Nessuno profeta in patria

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  4. Grazie per questa slendida storia

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  5. storia straordinaria, grazie a chi toglie veli alla Storia rivelando la preziosità e l'unicità di microstorie così significative

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    1. ciao ti ringrazio. in autunno uscirà un libro proprio con questo obiettivo e 40 storie da raccontare

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  6. Bella figura di un'artista italiana. Una emozionante scoperta

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  7. Bellissimo post...è sicuro che il pese d'origine sia Spezzano della Sila? In rete non si trovano riferimenti in proposito...si parla solo della sua origine calabrese...

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    1. ciao, ho trovato questo riferimento in una biografia americana, ovviamente non ne conosco le fonti

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    2. Grazie per la risposta. Poiché dopo la lettura del suo post ho avviato una ricerca su questa artista, potrebbe gentilmente fornirmi gli estremi della biografia americana in cui compare citato Spezzano della Sila?...gliene sare grato. Cordiali saluti
      Antonio

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    3. mi hanno scritto che risulta Morano Calabro.

      mando anche un link https://books.google.it/books?id=gWyzyTOqPjUC&pg=PA271&lpg=PA271&dq=concetta+scaravaglione+italian+woman&source=bl&ots=zRD0an_nUz&sig=7ZfDgxyT1WhXEAzrF2PbmoevLjM&hl=it&sa=X&ved=0ahUKEwiTstryo7bTAhUOaFAKHaJIAkgQ6AEIVTAL#v=onepage&q=concetta%20scaravaglione%20italian%20woman&f=false

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    4. Grazie..conoscevo questo link, ma qui non ho trovato riferimenti a Spezzano. Se gentilmente può dirmi il testo in cui lei ha trovato il riferimento, mi farebbe una grande cortesia. Ho letto il commento su Morano Calabro come presunto luogo di origine della famiglia, ma per il momento vorrei completare anche l'accertamento su Spezzano della Sila, perchè l'una cosa non esclude l'altra. Grazie per l'attenzione.

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    5. salve, avevo fatto la scheda alcuni mesi fa non riesco a ritrovare la fonte, ma sono sicuro che riusciremo a saperlo

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  8. Complimenti per l'articolo. Non conoscevo questa grande artista della nostra terra di Calabria. Grazie

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  9. Grazie per le informazioni, ma "Un arte" si scrive con l'apostrofo...

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  10. Una vera e propria scoperta. Complimenti! Ho condiviso il post sulla pagina Fb di Toponomastica femminile, associazione interessata alla memoria femminile in genere, ma anche a quella delle (tante) eccellenze femminili dimenticate, e ho trovato una parente di Concetta Scaravaglione, nipote per parte di madre. Lei sostiene che gli Scaravaglione sono di Morano Calabro.

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    1. grazie è una informazione che verificheremo

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    2. ciao, in autunno uscira un libro dedicato ad artisti dimenticati, e ci saranno 12 donne straordinarie

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  11. Complimenti per l' articolo, io sono di Morano Calabro e non sapevo nulla di questa grande artista. Conosco però la signora Concetta Scaravaglione, forse c'è una parentela e magari neanche lei conosce questa bellissima storia!

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    1. ciao, prova a chiederlo e se hai informazioni condividele con noi così da aggornare la biografia

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