Un progetto di Alfredo Accatino

Attenzione! Queste pagine non contengono opere di Modigliani, Picasso o di uno degli altri 50 straordinari autori, sempre e solo loro, che danno il titolo a mostre-evento. L’arte è qualcosa di più complesso della semplice divulgazione di massa che, nel tempo, ha finito per trasformare gli artisti in prodotti, che devono essere facili da comprendere e da consumare.
Non esisterebbero le avanguardie storiche senza maestri sconosciuti alla massa (ma certo non a musei e collezionisti). E non si sarebbe formata una cultura del ‘900 senza l’apporto di fotografi, designer, scenografi, illustratori, progettisti, costumisti, visualizer, che in queste pagine vogliamo riproporre. Perché, se non avessero operato maestri come Malevic, Exter, Scheiber, Itten, De La Fresnaye, Jawlesky, Rietveld, Schad, Dexel, Brauner, o personaggi trasversali e imprevedibili come Galantara, Codognato, Seltenhammer, Vertes, Copi, Topor (chissà quanti di voi li conoscono?), o autori italiani come Chiattone, Wildt, Cagnaccio di San Pietro, Thayaht, Donghi, Melli, Crippa, Gnoli, Pascali, non sarebbe proprio esistita l’arte contemporanea. E forse, non saremmo esistiti neanche noi.

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venerdì 28 giugno 2013

CANDIDO PORTINARI. BRASILIANO E COMUNISTA.



Non importa dove sei nato, o di dove sono i tuoi genitori. Il cervello non ha passaporti. E un filo sottile sembra accomunare il talento. Ovunque si trovi.
Nato da immigrati italiani in una piantagione di caffè vicino a Brodowski, nello stato di San Paolo, Candido Portinari (29 dicembre 1903 - 6 Febbraio 1962) è stato uno dei più importanti pittori brasiliani e anche un rappresentante di spicco dello stile neo-realista.
Portinari studia presso la Escola Nacional de Belas Artes (ENBA) a Rio de Janeiro e nel 1928 vince una medaglia d'oro alle ENBA e un viaggio a Parigi. La città che gli apre la mente e che porterà dentro di sé quando tornerà in Brasile.


Si iscrive al Partito Comunista Brasiliano nel 1947 e inizia una arte militante che si sofferma sul tema del lavoro, e delle ingiustizie sociali. A causa della persecuzione del governo verso i ì comunisti e i socialisti sarà poi costretto ad abbandonare il Brasile per l'Uruguay.
Tornerà in Brasile solo nel 1951, ma con la salute gravemente compromessa dall’avvelenamento da piombo causato dalle vernici che lui stesso preparava, ripercorrendo la vita di molti artisti, ma si secoli prima. Vive 10 anni di gravi difficoltà fisica, prima di morire nel 1962 a 59 anni.

Ha collaborato con Oscar Niemeyer tra gli altri, e tra le sue opera vale la pena ricordare Guerra e Paz (Guerra e pace) nel palazzo delle Nazioni Unite a New York. La gamma della sua produzione è davvero notevole e comprende le immagini di infanzia, dipinti raffiguranti lavoro rurale e urbano, i rifugiati in fuga i disagi di del Brasile rurale a nord-est, i trattamenti degli eventi chiave della storia del Brasile.