Un progetto di Alfredo Accatino

Attenzione! Queste pagine non contengono opere di Modigliani, Picasso o di uno degli altri 50 straordinari autori, sempre e solo loro, che danno il titolo a mostre-evento. L’arte è qualcosa di più complesso della semplice divulgazione di massa che, nel tempo, ha finito per trasformare gli artisti in prodotti, che devono essere facili da comprendere e da consumare.
Non esisterebbero le avanguardie storiche senza maestri sconosciuti alla massa (ma certo non a musei e collezionisti). E non si sarebbe formata una cultura del ‘900 senza l’apporto di fotografi, designer, scenografi, illustratori, progettisti, costumisti, visualizer, che in queste pagine vogliamo riproporre. Perché, se non avessero operato maestri come Malevic, Exter, Scheiber, Itten, De La Fresnaye, Jawlesky, Rietveld, Schad, Dexel, Brauner, o personaggi trasversali e imprevedibili come Galantara, Codognato, Seltenhammer, Vertes, Copi, Topor (chissà quanti di voi li conoscono?), o autori italiani come Chiattone, Wildt, Cagnaccio di San Pietro, Thayaht, Donghi, Melli, Crippa, Gnoli, Pascali, non sarebbe proprio esistita l’arte contemporanea. E forse, non saremmo esistiti neanche noi.

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martedì 20 novembre 2012

RALEIGH, IL DISEGNATORE SUPERATO DAI PROPRI TEMPI


Henry Patrick Raleigh, "The Center of Attention," 1929. Una matita esplosiva, che declina il costume del tempo con una bella dose di storia dell’arte. Le battaglie di Paolo Uccello, e i disegni caotici e intricati del ‘600 sono sostituiti dall’eleganza e dall’ironia dell’Art Deco.
Una donna: al centro dell’attenzione.
E’ bella, e sa di esserlo. Desiderata. Da uomini e da donne. Un vortice di desiderio che si snoda nella sala con la sua forza magnetica. Cosa ci può essere di meglio dell’illustrazione di un magazine ad alta tiratura per capire desideri e sogni del tempo?


Irlandese, nato a Portland nel 1884, Henry partì giovanissimo e poverissimo per San Francisco e New York, dove lavora in una macelleria, in un bordello e in un giornale locale, per poi imporsi come disegnatore raffinato e mondano per le grandi riviste americane degli anni ’20 e ’30.

Negli anni '40, le variazioni del costume, rendono però il suo stile superato. Calano i commessi, calano le commesse, sino a sparire.
Nel giro di pochi anni è costretto a vendersi quasi tutto.
Si sparerà un colpo di fucile in bocca nel 1944. Nel 1988 è entrato nella Hall of Fame degli illustratori americani.